Home >> Articoli >> Approfondimenti >> L'importanza dell' Average Trade nella scelta del sottostante

L'importanza dell' Average Trade nella scelta del sottostante

24 Novembre 2016
Categoria articolo: 

Ripropongo un vecchio articolo scritto da Fabrizio Bocca dal tema, secondo me, molto importante.

"Ogni tanto Marco mi chiama e mi chiede delle conferme. Non sono conferme sulle sue convinzioni, ma sulle mie. Ovvero vuole sincerarsi che quel che ricorda di qualche cosa che ho detto sul trading sia un ricordo corretto, e non invece un ricordo confuso.

Così l’altro giorno torna fuori la questione di quale mercato futures sia più adatto alla costruzione di un trading system automatico intraday, essendo il daily ben diverso. Stiamo infatti cercando di sviluppare codici su mercati per noi nuovi ed è necessario fare una scrematura iniziale.

Alla fine del mio discorso, Marco, senza alcuna incertezza, mi dice “Ecco, questo è un argomento per un articolo piccolo e veloce, ma utile. Dai fallo che poi mi resta anche come promemoria per il futuro”. E io che non so mai dire di no …

Il discorso a me pare molto semplice: tutto nasce dalla domanda “qual è il parametro più importante nella valutazione dello Strategy Report di un trading system?”. Questo è senza alcun dubbio l’average trade, in quanto il guadagno medio per singola operazione di trading indica se c’è carne da mordere, ovvero se si guadagna a sufficienza per pagare le commissioni di intermediazione, il costo dello slippage e far rimanere qualche utile sul conto corrente.

Ma, di conseguenza, quali possono allora essere i mercati che mi permettano di avere i migliori average trade e soprattutto mi permettano realmente di avere delle chance di guadagno (non ho scritto certezze, sia chiaro): quelli che hanno un rapporto maggiore tra il valore del tick e il controvalore assoluto del mercato future.

Un esempio per spiegarmi meglio: il Dax da un lato, l’Eurostoxx dall’altro.

Il Dax ha un tick di 0.5 punti, ed 1 punto vale 25 euro. Quindi valendo oggi circa 10.700 punti, il suo controvalore è di circa 267.500 euro.

L’Eurostoxx ha un tick di 1 punto, e questo vale 10 euro. Quindi valendo oggi circa 3.000 punti, il suo controvalore è di circa 30.000 euro.

Mi pare evidente che, percentualmente, un tick di Dax (12.5 euro) su 267.500 euro sia immensamente minore di un tick di Eurostoxx (10 euro) su 30.000 euro.
Quindi se un trade guadagna lo 0,10%, sul Dax saranno 267,5 euro, pari a 21 tick, mentre sull’Eurostoxx saranno 30 euro pari a 3 tick.
Ovvio che convenga nettamente tradare il Dax, e che ci siano ben poche chance di successo per qualsiasi codice sull’Eurostoxx. Infatti pensare che di slippage, sui mercati futures, si vada a pagare 3 o 4 tick a trade (due eseguiti) è assolutamente normale e quindi sull’Eurostoxx saremmo già automaticamente perdenti.

Seguendo questo ragionamento, è semplice affermare che:

Il FTSE/Mib che vale ogni punto 5 euro, ha un tick di 25 euro e un controvalore oggi di circa 87.500 euro, ha assunto valori decisamente meno efficienti di un tempo.

L’e-mini Sp400 che vale ogni punto 100 USD e ha un tick di 10 USD, con un controvalore oggi di 160.000  USD, è un mercato che può permettere di raggiungere livelli efficienti di average trade.

L’e-mini SP500 che vale ogni punto 50 USD e ha un tick di 12.5 USD, con un controvalore oggi di circa 100.000 USD non è sicuramente tra i più efficienti mercati per costruire trading system.

E potrei continuare l’elenco per pagine, ma diventerebbe tedioso.

Sia chiaro che questa condizione non è sufficiente a definire un mercato adatto alla costruzione di trading system. Ci sono altri parametri da valutare, che magari tratterò in futuro. Ma è certo che, come si diceva ai tempi del Liceo, è “conditio sine qua non”."